lunedì 29 novembre 2010

E' arrivato l'atteso terremoto di Wikileaks. Io ridevo nel letto.



martedì 4 maggio 2010

Claudio "Sciaboletta" Scajola e il Mistero dello Sviluppo Economico

 
"Sono assolutamente amareggiato e disgustato che il segreto istruttorio finisca sui giornali"
Tranquillo, non è avvenuto niente di tutto ciò.
"queste notizie vengono fuori dalla richiesta d’arresto, poi respinta dal G.I.P. di Perugia in quanto quest’ultimo è convinto che questa inchiesta non sia di competenza della Procura di Perugia dove l’aveva mandata la Procura di Firenze perché è coinvolto Achille Toro, l’ex Procuratore di Roma [...], quindi ecco per quale motivo la richiesta di arresto di questi signori da parte della Procura e poi il provvedimento di diniego da parte del G.I.P., sono diventati pubblici, non c’è nessun segreto istruttorio su questi atti, sono documenti non segreti, in quanto sono noti agli Avvocati e agli interessati, ok? Quindi i giornali li hanno lecitamente raccontati." dal Passaparola di Marco Travaglio

"Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l'annullamento del contratto"

C'è pieno di gentaglia che regala 900mila euro senza motivo, non se ne può più..
...
Le cose qui sono due: o è come dire "c'ho provato ma è andata male", oppure avevamo come Ministro una persona che non sa dire chi ha acquistato casa sua.
Forse non è la persona adatta per far costruire centrali nucleari in un Paese in cui la prima azienda è la Mafia.

"Forse mi hanno fatto un regalo a mia insaputa"

..o forse gli unici a non dover sapere erano gli Italiani?

Scarica l'informativa della guardia di Finanza che incastra Scajola

venerdì 23 aprile 2010

Anche noi siamo contrari a chi ci fa fare brutta figura





“Se trovo quelli che hanno fatto le 9 serie della “Piovra” e quelli che scrivono di mafia e che ci fanno fare queste belle figure, giuro che li strozzo”

"La Mafia italiana in realtà è la sesta al mondo, ma la più conosciuta perché se ne parla"

Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

martedì 20 aprile 2010

Meno male che Silvio BEEE...

giovedì 8 aprile 2010

Legittimo incazzamento


27 dicembre 1947
Costituzione della Repubblica Italiana
...
Art. 3

1. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

2. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.


7 aprile 2010,
il Presidente della Repubblica Italiana George Napolitano approva il seguente Decreto Legge:


Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza
Art. 1.


1. Per il Presidente del Consiglio dei ministri costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali, quale imputato o parte offesa, il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti e in particolare dagli articoli 5, 6 e 12 della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, dagli articoli 2, 3 e 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni, e dal regolamento interno del Consiglio dei ministri, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 10 novembre 1993, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 15 novembre 1993, e successive modificazioni, delle attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque connessa alle funzioni di governo.

2. Per i Ministri l'esercizio delle attività previste dalle leggi e dai regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni, nonché di ogni attività comunque coessenziale alle funzioni di governo, costituisce legittimo impedimento, ai sensi dell'articolo 420-ter del codice di procedura penale, a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati o parti offese.

3. Il giudice, su richiesta di parte, quando ricorrono le ipotesi di cui ai commi precedenti, rinvia il processo ad altra udienza.

4. Ove la Presidenza del Consiglio dei ministri attesti che l'impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo ad udienza successiva al periodo indicato che non può essere superiore a sei mesi.

5. Il corso della prescrizione rimane sospeso per l'intera durata del rinvio, secondo quanto previsto dall'articolo 159, primo comma, numero 3), del codice penale, e si applica il terzo comma del medesimo articolo 159 del codice penale.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai processi penali in corso, in ogni fase, stato o grado, alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 2.
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1 si applicano fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri, nonché delle modalità di partecipazione degli stessi ai processi penali e, comunque, non oltre diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvi i casi previsti dall'articolo 96 della Costituzione, al fine di consentire al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge.2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. .

mercoledì 31 marzo 2010

Trova l'orrore



Alcune possibilità:

  • Ronchi è l'unico teso, dategli un pò d'acqua..
  • Quello a destra... diciamo a ore 3 per evitare ambiguità... sembra Calissano
  • Gasparri capisce di dormire in piedi e ne è entusiasta
  • La parete color ODIO
  • Altro (specificare)

Scopri la soluzione



giovedì 25 marzo 2010

Rai per una notte

mercoledì 10 marzo 2010

Il Gruppo "Bernabèrg" pianifica il Telecontrollo 2.0
Internet deve diventare come la TV


Il quotidiano La Stampa di Martedì 9 Marzo 2010, al fondo di pagina 28 (!), riassume una recente discussione sul futuro delle Telecomunicazioni in Italia in occasione della presentazione del libro "Rete Italia" di Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom.

Nulla di grave. Dice solo che Telecom investirà sulla Banda Larga solo se Internet diventerà come la TV.
Ad appoggiare l'idea ovviamente non potevano non esserci i principali gestori delle TV e Telecomunicazioni in Italia:
Fedele Confalonieri (Mediaset)
Tom Mockridge (Sky)
Paolo Galimberti (Rai)
Franco Bernabè (Telecom Italia)


Quattro personaggi rappresentanti delle 4 aziende (di cui una, la Rai, detta "Pubblica") che possiedono insieme la quasi totalità dell'informazione in Italia decidono cosa farne di Internet.
Sono un pò il gruppo Bilderberg dell'informazione italiana.
Il "Gruppo Bernabèrg".

Buona parte dell'Italia è interessata dal problema del digital divide. La copertura del territorio italiano con accessi a Internet a velocità superiori a 1 megabit/sec. è ben al di sotto della media europea.

Il Gruppo "Bernabèrg", a nome di non si sa chi, porta avanti l'idea che investire su Internet in Italia debba essere possibile solo se a beneficiarne prima di tutto saranno gli attuali gestori della TV.
Il 20% degli internauti che scaricano la posta a 56 KB/s sono un problema secondario.

Le basi ci sono già.
Sky insieme con Fastweb propone un pacchetto Tv via Web.
Mediaset lancia il suo contenitore web in cui rende visibili alcuni contenuti TV. In contemporanea manda avanti una causa legale da 500 milioni di euro contro YouTube per violazione del copyright. E ne approfittano per provare ad oscurare qualche video scomodo.
La Rai da qualche anno ha lanciato la sua TV digitale (Rai.tv), senza perdere l'occasione di andare contro tendenza.
Mentre l'universo del web libero si prepara alla rivoluzione multimediale dell'HTML 5 l'azienda Radiotelevisiva di Stato ha investito per sviluppare una pachidermica piattaforma che utilizza Silverlight, tecnologia di proprietà Microsoft.
Oltre ad essere vincolante per il futuro questa scelta obbliga nella sostanza l'utente ad utilizzare Sistemi Operativi Windows e a dotarsi di risorse hardware superiori a quelli sufficienti ad esempio per YouTube e altre piattaforme più leggere.
Gli utenti di Sistemi Operativi Linux che tentano di visualizzare i contenuti di Rai.tv attraverso Moonlight (l'omologo open source di Silverlight) si imbattono molto spesso in numerosi problemi difficili da fronteggiare.
Il controllo degli IP e degli User Agent lato server di Rai.tv impedisce inoltre la visualizzazione dei contenuti attraverso software indipendenti e di poter vedere i video dall'estero.

Le basi del Telecontrollo 2.0 ci sono tutte.

Articolo de La Stampa

BANDA LARGA: TELECOM E' PRONTA

BERNABÈ: INVESTIREMO SE CI SARÀ UN PROGETTO NAZIONALE SULLA TV VIA INTERNET

Un libro ("Rete Italia") scritto, dice l`autore (il presidente di Agcom Corrado Calabrò) per sgravarsi da un cruccio:
«Quello di un`Italia che parte sempre in anticipo ma poi rinuncia a ogni competizione».
Presentato in un "parterre de roi" (definizione dello stesso Calabrò) che, occasione più unica che rara, ha visto riunito a Milano il gotha di tv e tic, amici e nemici come Fedele Confalonieri (Mediaset) e Tom Mockridge (Sky), Paolo Galimberti (Rai) e Franco Bernabè (Telecom Italia). Dove è successo che, tra reciproci riconoscimenti di stima e qualche garbato invito (in milanese, alla maniera di Confalonieri:
«Offelè fa el to` meste») a occuparsi dei propri "orticelli", sia persino arrivata una proposta, anzi una "provocazione", da parte di Bernabè pronto a dichiarare pronta la sua Telecom «a investire sulla banda larga e sulla rete di nuova generazione a patto che si decida tutti di far convergere un progetto comune sulla piattaforma Iptv (la tv via internet, ndr) come sta facendo la Gran Bretagna con Canvas».

Risponde ai "crucci" di Calabrò, l`amministratore delegato di Telecom, alla frustrazione del presidente dell`authority delle comunicazioni per i primati italiani perduti per strada, nel nucleare come nelle autostrade fino, appunto, alla fibra ottica dove, ricorda il presidente di Agcom, l`Italia tredici anni fa era all`avanguardia con il progetto Socrate e oggi è tutto fermo». Possibile, si chiede Calabrò, che ovunque i progetti sulla banda larga stiano marciando e che solo in Italia non ci voglia? Certo, occorre prima creare una domanda di banda larga: «Vero - acconsente - ma in questo campo la domanda si realizza dando anche un principio di risposta così come si possono fare trasmissioni televisi- ve di nicchia, come dimostra il digitale terrestre, che servono a formare il gusto e a educare».

Mette in guardia Calabrò:
«Guai a non farsi trovare pronti col rischio di perdere il treno».
Da qui la provocazione di Bernabè («Dobbiamo prepararci all`aggressione degli over the top, di Google, di Hulu, delle Apple tv, serve un progetto nazionale sulla banca larga dove possano andare tv e tv ad alta definizione, Telecom è pronta a investirci») accolta per ora con cautela dai presenti, da Confalonieri («Noi produciamo contenuti, abbiamo investito nel digitale ma poco importa che vada per terra, per aria o dove») come da Mockridge («Se la tv a banda larga diventa possibile, saremo operativi»).

domenica 7 marzo 2010

Supercazzola come se fosse Regime
Firmato: George Napolitano

George Napolitano - MiniTrue

Decreto legge recante "interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione"
... come se fosse Antani.

ARTICOLO 1
Interpretazione autentica
degli articoli 9 e 10 della legge
17 febbraio 1968 n. 108

1.Il primo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che il rispetto dei termini orari di presentazioni delle liste si considera assolto quando, entro gli stessi, i delegati incaricati della presentazione delle liste muniti della prescritta documentazione hanno fatto ingresso nei locali del Tribunale o della Corte d’appello. La presenza entro il termine di legge nei locali del Tribunale o della Corte d’appello dei delegati può essere provata con ogni mezzo idoneo.

2.Il terzo comma dell’articolo 9 della legge 17 febbraio 1968 n. 108 si interpreta nel senso che le firme si considerano valide anche se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti dall’articolo 21, comma 2, ultima parte, del decreto del presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445, purché tali dati siano comunque desumibili in modo univoco da altri elementi presenti nella documentazione prodotta. In particolare, la regolarità dell’autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di un’irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, del luogo di autenticazione nonché della qualità dell’autorità autenticante.
3.Il quinto comma dell’articolo 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108, si interpreta nel senso che le decisioni di ammissione di liste di candidati o di singoli candidati da parte dell’ufficio centrale regionale sono definitive, non revocabili o modificabili dallo stesso ufficio. Contro le decisioni di ammissione può essere proposto esclusivamente ricorso al giudice amministrativo solo da chi vi abbia interesse. Contro le decisioni di eliminazioni di liste di candidati oppure di singoli candidati è invece ammesso ricorso allo stesso ufficio centrale regionale, che può essere presentato, entro 24 ore dalla comunicazione, solo dai delegati della lista alla quale la decisione si riferisce.
4.Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle operazioni e ad ogni altra attività relative alle elezioni regionali, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto legge. Ai fini dell’applicazione del comma 1 la presentazione delle liste può essere effettuata dalle ore 8 alle ore 16 del primo giorno non festivo a quello di entrata in vigore del presente decreto.

ARTICOLO 2
Norma di coordinamento
del procedimento elettorale
1. Limitatamente alle consultazioni per il rinnovo degli organi delle regioni a statuto ordinario fissate per il 28 e 29 marzo 2010, l’affissione del manifesto recante le liste e le candidature ammesse deve avvenire a cura dei sindaci, non oltre il sesto giorno antecedente la data della votazione.

ARTICOLO 3
Entrata in vigore
Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella «Gazzetta Ufficiale» della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. É fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.


Questo Decreto Legislativo viola palesemente l'articolo 72 della Costituzione Italiana:
" Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l'approva articolo per articolo e con votazione finale.
Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l'urgenza.
Può altresì stabilire in quali casi e forme l'esame e l'approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa , di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi".

...significa semplicemente che non si possono fare Decreti Legislativi in materia elettorale !!!


«E' il male minore»
Gianfranco Fini
Presidente della Camera dei Deputati, 5 Marzo 2010

«Non presenta profili di incostituzionalità»
Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana, 5 Marzo 2010

«Quando due elementi sono in lotta e sono irriducibili, la soluzione è la forza. Non c'è mai stata altra soluzione nella storia e non ce ne sarà mai»
Benito Mussolini
Camera dei Deputati, 3 gennaio 1925

Vedi anche:
Decreto legge incostituzionale
La nostra resa incondizionata
Colpo di Stato
Firmo quello che te pare
Chiamata alle armi democratiche

sabato 6 marzo 2010

Per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano



Mercoledì Claudia si laurea.
Deve consegnare la tesi entro lunedì a mezzogiorno. Se non lo facesse, oppure, per dire, se si recasse in Università, con la tesi in mano, ma perdesse tempo alla macchienetta del caffè...se, quando arrivasse all’ufficio preposto, lo trovasse chiuso…la sua laurea andrebbe a farsi benedire! «Sarà per la prossima sessione» le risponderebbe l’impiegata.
Eppure - voglio dire - Claudia ha tutto il diritto di laurearsi, avendo finito di scrivere la tesi!!! «Non vogliono farmi laureare!» potrebbe gridare inferocita in tutti gli atri di tutte le facoltà dell’Universo Mondo, «mi ipediscono di esercitare un mio sacrosanto diritto» potrebbe sbraitare in faccia al rettore…
La realtà, tuttavia, sarebbe ben diversa. Nessuno infatti le ha impedito alcunché, nessuno ha costruito barricate davanti all’ingresso della Facoltà, nessuno le ha legato le mani impedendole di fare il suo lavoro. Claudia è stata soltanto un po’ negligente ed è giusto che ne paghi le conseguenze.

Il perchè delle regole
Semplicemente, io credo, quando si tratta di gestire qualcosa, qualsiasi cosa, si pongono dei termini e delle regole. Non soltanto per dare pari opportunità di usufruire di un servizio o di una possibilità a tutti, ma anche per una necessità gestionale. Immaginiamo cosa succederebbe se non esistessero dei termini per la presentazione delle liste elettorali. Ogni partito o lista civica andrebbe a consegare la propria candidatura quando gli è più comodo. A quel punto le prefetture sarebbero costrette a modificare l’elenco dei candidati quotidianamente e a modificare di ora in ora la ripartizione degli spazi elettorali. E non parliamo dei Tg! Da un’edizione all’altra immagino Minzolini o Mimun che si affannano per aggiornare la lista dei candidati in modo da garantire un’informazione il più possibile aggiornata e corretta ai telespettatori (!). Ovviamente è uno scenario impossibile da gestire. Per questo si fissano delle scadenze “perentorie”.

Non era impossibile essere onesti
Nessuno ha ostacolato il Pdl romano nel presentare le proprie liste. Soltanto, il partito non ha rispettato i termini. Gli altri partiti, dal Pd che ha vasto consenso, alla Lista civica di Grillo, che ha sicuramente meno possibiltà, alla Lista Polverini che è nata solo da qualche mese, hanno lavorato sodo e si sono impeganti affinché riuscissero a presentare le liste in tempo. Il Pdl no ed è (era) rimasto fuori dal gioco. È di certo colpa del Pdl, però, e di nessun altro.
Questo è esattemente quello che il Rettore risponderebbe a Claudia, se lei presentasse la tesi alle 12:30 di lunedì, anziché alle 12:00 come da regolamento. Questo, tuttavia, non è quello che Napolitano ha risposto a Berlusconi ieri sera dinanzi al decreto legge fascistissimo.

Il Feudo Lombardo
E poi c’è la questione delle firme, o meglio, delle firme non autenticate secondo la procedura di leggein Lombardia. Ora, nessuno pensa che Formigoni non sia in grado di raccogliere le 500 firme “incriminate” e di autenticarle secondo quanto stabilito dai regolamenti. Proprio perché governa la Lombardia da ben 15 anni di seguito, il Formicone dispone del consenso necessario a presentare la propria candidatura (la questione se sia democratico o no governare il proprio feudo per ben 20 anni è altro problema). Il punto però è un altro.

Uguale per tu...
Ovviamente la legge non può andare “a naso”; non può dire «Ma sì, va bene così, tanto è palese che tu hai il consenso necessario». Chiaramente uno stato di diritto esige che ci sia un mezzo, uguale per tutti, che possa dimostrare la popolarità della candidatura di un partito. Lo strumento utilizzato è quello delle firme, che devono essere vere, e che perciò vengono riconosciute come valide da un funzionartio di stato. Tutto qui. E’ una norma che permette a qualsiasi partito, anche al più piccolo, di dimostrare di essere sostenuto da un numero considerevole di elettori e quindi di essere eleggibile. E’ per questo che tutti i partiti devono rispettarla.

Lei non sa chi sono io...
E’ palese dunque che nessuno abbia tentato di impedire né al Pdl romano, né al presidente Formichina di candidarsi e di essere eletti. Semplicememente questi due partiti, non rispettando le norme procedurali (che avrebbero potuto adempiere con più facilità di qualsiasi altro partito) dimostrano proprio il contrario. Si potrebbe quasi dire che essi stessi non abbiano voluto candidarsi. Evidentemente, la questione non gli stava troppo a cuore. Evidentemente, la sicurezza di una maggioranza parlamentare e del possesso di un feudo da oltre 15 anni hanno fatto sentire lorsignori fin troppo sicuri di se stessi: hanno creduto che il sostegno elettorale che credono di avere li ponesse al di sopra delle regole e delle leggi, hanno creduto di governare in un regime di assolutismo democratico, mentre l’Italia, almeno sulla Carta, era ancora un democrazia liberale. Fino alle 19:30 di ieri sera, quando ha smesso di esserlo.

DL ad listam
Tuttavia, il grido “Al lupo al lupo” ha dato i suoi frutti. Con una vera e propria forzatura il decreto legge approvato ieri sera ha praticamente detto al Tar, che in queste ore sta valutando se riammettere o no il Pdl a Roma e la lista Formigoni in Lombardia: «Senti un po’, la legge che devi applicare non vuol dire che bisogna presentare le liste entro l’ora x del giorno y, ma che entro quei termini devi essere dentro il palazzo della prefettura con dei fogli in mano. Questo basta per diventare eleggibile». Ah! Dimenticavo! Questo però vale solo in Lazio e Lombardia!

Fine della Democrazia
Ieri, 5 marzo 2010 è stato il giorno della Svolta. La democrazia è finita e questa volta non si tratta delle grida di una piazza qualunquista o della sinistra comunista. Ieri la maggioranza di governo ha dimostrato di non conoscere limiti alla propria volontà, ha dimostrato di essere pronta ad agire in qualsiasi modo, con qualsiasi mezzo, pur di aggirare le leggi e dichiararsi al di sopra di tutti noi comuni cittadini. Ieri è stata compiuta la più grossa violazione che questo Paese, pur duramente messo alla prova negli anni, abbia mai subito da quando esiste in forma democratica.


Dittatura moderna
Molti hanno evidenziato le analogie con il 1925, quando Mussolini, riconoscendosi pubblicamente come mandante dell’omicidio Matteotti, ha dimostrato di poter compiere qualsiasi azione e di rimanere indisturbato al timone dello Stato. Ieri, chiaramente, nessuno è stato ucciso, eppure, la Carta Costituzionale più ammirata al mondo ha cessato di essere la legge fondamentale dello Stato, è stata scavalcata senza alcun ritegno e con il bene placito del suo “guardiano”, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Forse non è un caso che sul web molti hanno trovato una seconda analogia con Vittorio Emanuele III.
Anche lui, al momento decisivo, per timore di eventi peggiori o per vigliaccheria, ha piegato supino lo Stato al volere di un povero, piccolo e pietoso dittatore moderno.

venerdì 5 marzo 2010

Telebavaglio
Educarne 101 per punire Santoro



Guarda tutta la prima puntata di TeleBavaglio

Al posto di Annozero è andata in onda una interessantissima docufiction animata (ma non erano vietate???) del 1961 riguardante il crudele rapimento a scopo cinematografico di ben 99 cuccioli di dalmata avvenuto nelle campagne londinesi circa 70 anni fa.

E' polemica per l'oscuramento dell'attesissima intervista a Pongo e Peggy. Il rigido regime di par condicio avrebbe imposto una controintervista della stessa durata e alle stesse condizioni a Crudelia De Mon, ma dopo le polemiche del caso Bilancia la struttura carceraria in cui è detenuta nonostante l'età (pare non abbia potuto beneficiare della ex-Cirielli per un timbro mancante) ha negato l'intervista.


Il direttore generale Masi respinge le polemiche: "Per soli 30 centesimi al giorno cosa volete di più?"

La Rai vi augura Buone Feste Elezioni

Dal sito di Annozero:
Vaf (Valutazioni a freddo). Ma nel caso Lor Signori decidessero di portarci alle elezioni con i comodi loro, potremmo almeno chiedere che nel frattempo ci liberino dal bavaglio? O i loro regolamenti sono destinati a diventare una condanna perenne?

Il prossimo giovedì il palinsesto è ancora incerto.
Le possibili alternative sembrano essere Quinto Potere o una puntata speciale dell'Isola dei Famosi.
Vedremo.

lunedì 15 febbraio 2010

Turista dell'idiozia.
Silvio non abbiamo capito neanche questa.



Dopo aver dato del Kapò (facendo peraltro un pò di confusione a livello storico) a Shultz al Parlamento Europeo, anzichè chiedere semplicemente scusa come chiesto da più parti alzò la voce etichettando i presenti come "turisti della democrazia", "senza neanche un briciolo di ironia".
Dopo aver risolto il problema sicurezza nelle città inviando migliaia di militari i pochi che si permisero di chiedere se fosse la cosa giusta da fare e se fosse veramente utile per arginare l'anomalo numero di violenze sessuali si sono sentiti rispondere "possiamo mica mettere un soldato vicino ad ogni bella ragazza" (guarda il video)..
Dopo aver causato una bufera diplomatica per i suoi commenti da bar sulla Presidente finlandese Tarjia Halonen dichiarando "per ottenere l'Agenzia alimentare a Parma ho rispolverato tutte le mie arti di playboy", e comunque "non c'era alcuna possibilità di confronto tra il culatello di Parma e la renna affumicata".
Dopo aver fatto la figura del giullare urlando davanti alla Regina d'Inghilterra "Mr Obamaaaa!".
Dopo aver deliberatamente offeso arrogantemente Rosy Bindi nel nido di Vespa in diretta TV definendola "più bella che intelligente" (guarda il video) (...lui, che non offende mai l'avversario)


Ci risiamo.
Il Mattacchione del Consiglio dei Ministri italiano, bello(che andato) (ex)giovane e sempre abbronzato dopo aver detto qualcosa tipo "L'Italia è molto interessata alla possibilità di progetti di centrali nucleari in Albania" parlando a nome di non si sa chi, in occasione dell'accordo bilaterale con l'Albania il Presidente Albanese a proposito del controllo degli sbarchi ha dichiarato "non voglio che gli albanesi muoiano in mare, non voglio che i criminali arrivino in Italia" ... mentre B. se ne è uscito con "per chi porta le belle ragazze possiamo fare un'eccezione".

Le occasioni perse per tacere stanno diventando troppe.

Lettera di Elvira Dones a La Repubblica:
"Egregio Signor Presidente del Consiglio,

le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione."

Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.

Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel
puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero.

Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.

In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci."

Elvira Dones, scrittrice giornalista e sceneggiatrice albanese.

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mercoledì 3 febbraio 2010

Mr B. in Israele: "giusti missili su Gaza".
Quello che i TG non vi hanno detto



Questa sera i Telegiornali hanno inondato le case con un pò di sana propaganda. Chiaramente mascherata da evento "eccezionale", "unico"...
"Per la prima volta un Presidente del Consiglio italiano è stato invitato a tenere un discorso alla Knesset"
Inizia il TgEuropa7 Tg4, poi a reti unificate il Tg1 e il Tg5.

B. elogia Israele "Grazie di esistere", "Siete un esempio di democrazia". Il discorso letto è curato nei minimi dettagli, parola per parola.
Poi B. ad un certo punto stacca gli occhi dal foglio e continua per un istante il discorso a braccio.
Un attimo, quanto basta per esagerare.


"L’Italia è orgogliosa di molti gesti di solidarietà verso il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla Conferenza “Durban II” di Ginevra, che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza.
Come il nostro voto contrario al rapporto Goldstone, che intendeva criminalizzare Israele per la giusta reazione ai missili di Hamas lanciati da Gaza."

Ecco, quel "giusta" che da un significato ben preciso alla frase nel discorso ufficiale non c'era, come potete verificare qui.

La Giusta Guerra di Gaza
Dal 2000 al 2009 sono stati sparati poco meno di 9.000 rudimentali ordigni con un bilancio di dieci morti.
La “giusta reazione” di Israele ha provocato poco più di mille morti, circa 300 dei quali bambini.
E’ stata condannata dall’Onu e le stesse autorità israeliane hanno di recente sanzionato due ufficiali per l’uso del fosforo bianco in zone abitate da civili.

Incontro con Abu Mazen
Dopo aver dato la sua idea di reazione giusta B. ha incontrato il leader dell'Anp, Abu Mazen, ed ha dovuto subito incassare la dura reazione per sue inopportune dichiarazioni: "Quella degli israeliani a Gaza fu un'aggressione: c'è un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà".
Non l'hanno detto in Tv? Strano.

Wall? Which wall?
Dopo aver dichiarato in apertura di conferenza stampa di aver fotografato la situazione, a un giornalista che gli chiedeva che impressione gli avesse fatto il muro costruito da Israele in Cisgiordania ha risposto: "Non me ne sono accorto, stavo prendendo appunti e riordinando le idee sulle cose che dovevo dire al presidente Abu Mazen. So di deluderla, me ne scuso".

Per misurare il grado di disinformazione in Italia basta una facile verifica.
La notizia è già (ore 23:15) riportata nei canali di informazione esteri, su twitter in centinaia ne parlano, nessun italiano.

Mentre B. era in Israele per questa indimenticabile missione i suoi uomini hanno fatto approvare alla camera il legittimo impedimentoche consentirà a B. e a tutti i ministri di evitare di presentarsi in tribunale.

Quindi queste due citazioni non fanno una piega:
"Mi sento davvero uno di voi"
3 febbraio 2010 (Israele)
Silvio Berlusconi, capo del Governo Italiano

“Sono orgoglioso di vivere in un Paese che ha il coraggio di investigare sul proprio Primo Ministro”.
30 luglio 2008
Ehud Olmert, capo del Governo di Israele

fonti:
Repubblica.it,Reuters.com,Virgilio Notizie,L'Espresso

altro:
Beppe Grillo - Reazione Giusta

domenica 31 gennaio 2010

Granata (a salve) nel PDL
"Cosentino si deve dimettere, B. si dovrà far processare."



La credibilità della classe politica è ai minimi storici.
Anche la disinformazione di Stato ha i suoi problemi in questo periodo. In campagna elettorale diventa complicato provare a tenere il coperchio fermo sopra un pentolone stracolmo di falsità, ipocrisie e contraddizioni.

Dopo lo show mediatico creato dal caso Spatuzza la credibilità del governo aveva ricevuto l'ennesimo scossone e si è reso necessario allestire il contro-show.

Il Consiglio dei Ministri in Calabria è la risposta mediatica a chi, permettendosi di riparlare delle stragi del '92, ha provato a mettere in dubbio la volontà reale di una lotta alle Mafie.
Ai telegiornali il compito di presentarlo nel modo più credibile.
Ciak si gira.
Il fatto che ci siano state contestazioni non è un problema. Basta non dirlo e mostrare altro.

Le contraddizioni invece a volte sono più difficili da controllare.

Sfiga vuole che proprio negli stessi giorni il Senatore Salvatore Cuffaro (UDC) sia condannato in Appello per favoreggiamento alla Mafia (caso peraltro rarissimo di aumento di pena in Appello).
Sfiga vuole che la Cassazione a poche ore dal C.d.M confermi la legittimità della richiesta di arresto per il sottosegretario all'economia Nicola Cosentino (PDL) per collusioni con la Camorra.

Il rischio che un gruppo di neuroni sovversivi suggerisca domande scomode è elevatissimo:
"Ma prima di andare in giro a confezionare spot a favore di telecamera non potete togliere i mafiosi dal Parlamento?"
"Il Senatore Cuffaro dice di aver accettato la sentenza lasciando ogni incarico nell'UDC... ma lo stipendio da Senatore quando lo lascia?"
...

Ma sono davvoro tutti uguali? No.
Le eccezioni (purtroppo bisogna chiamarle così) ci sono ma sono oscurate da giochi politici all'ultima poltrona.
Cercando bene si trovano ancora persone Onorevoli e rispettabili che vorrebbero "la politica fatta con le mani pulite", come auspicava con forza il sempre più compianto Sandro Pertini.


Il Fatto Quotidiano intervista l'On. Fabio Granata.
Fonte: IlFattoQuotidiano


"Chi ha responsabilità di governo, in questi casi, deve fare un passo indietro. La mia posizione su Cosentino resta identica e anzi, è rafforzata". La posizione in questione è quella di Fabio Granata, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia in quota Pdl.
Politicamente vicino al presidente della Camera Gianfranco Fini, Granata a novembre, in occasione della richiesta di arresto da parte del gip di Napoli per il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, accusato di concorso esterno in associazione camorristica e rapporti con il clan dei Casalesi, chiese le dimissioni dell’esponente di governo.

Onorevole Granata, dopo la sentenza della Cassazione che conferma l’ordinanza di custodia cautelare per Cosentino, il suo parere è rimasto lo stesso?
"La mia risposta sarà lapidaria: ritengo inopportuna la permanenza nel governo di un esponente politico gravato da queste accuse".


Ma la Camera ha negato l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti.
"Io non metto assolutamente in discussione la presunzione d’innocenza di Cosentino bensì la sua appartenenza al governo con una funzione delicata. Davanti ad accuse di questo genere bisogna fare un passo indietro fino a quando non si dimostra la propria innocenza".


Adesso cosa auspica?
"Che la palla passi in mano alla politica. Non vorrei rimpiangere la Prima Repubblica quando Cirino Pomicino si dimise per un avviso di garanzia con l’accusa di abuso d’ufficio".


Ieri, insieme alla sua compagna di partito, Angela Napoli, ha proposto un “certificato antimafia”. Di cosa si tratta?
"Di un controllo preventivo sulle candidature, a partire dalle prossime elezioni regionali”.


Allora siete d’accordo con Beppe Grillo quando chiede ai pregiudicati di non partecipare alla vita politica.
"Secondo noi non è più sufficiente non mettere in lista pregiudicati, ma bisogna anche evitare di candidare o dare responsabilità dirigenziali a soggetti che, per contesto familiare o sociale, hanno contatti con le organizzazioni mafiose. Non capisco perché una persona che non può fare l’imprenditore possa fare il consigliere regionale. Solo con classi dirigenti rinnovate ed al di sopra di ogni sospetto, la politica potrà fare un passo avanti decisivo nella lotta alle mafie".


A chi vorreste estenderlo?
"Alla selezione delle rappresentanze parlamentari, di governo e di partito".


Quindi secondo lei anche Berlusconi dovrebbe fare un passo indietro?
"Sul premier credo che sia necessario introdurre il legittimo impedimento. Alla fine del suo mandato si farà poi processare".


Si è parlato anche d’immunità. Se fosse in vigore, Cosentino non solo non sarebbe stato arrestato, ma nemmeno indagato.
"Non credo che quella sia la soluzione giusta, anche se è presente in quasi tutti i paesi europei. Comunque la preferisco al processo breve".


Lei è uno dei pochi nemici giurati del processo breve nel centrodestra. Perché?
"Il processo breve rompe l’equilibrio del sistema giudiziario senza migliorarlo. Semplicemente è da evitare".

Fonte: IlFattoQuotidiano


Non è ben chiaro come la certificazione antimafia si possa conciliare con il legittimo impedimento.
Impedire anche la certificazione eviterebbe di sicuro molti imbarazzi.

lunedì 25 gennaio 2010

La Puglia dice no alla Matrioska
PD: Operazione "Figuraccia" conclusa con successo.



Sussulto di democrazia.
La passione di 200mila pugliesi ha dimostrato che la politica la possono fare le persone con le idee e un pò meno i personaggi con giochini da burattinai.
I risultati delle Primarie in Puglia denunciano una presa di posizione netta dei cittadini rispetto ai progetti nebulosi della dirigenza del PDmenoL.

"Lavoriamo per custruire una grande coalizione", "Siamo al lavoro per fare il bambino nuovo", "Il PD ha la sua identità"...

Evidentemente la gente di queste frasi vuote e insignificanti non sa più cosa farsene e rifiuta di farsi amministrare da quelli che su scala nazionale fanno i diversamente concordi stando ben attenti a non prendere posizioni nette sui temi fondamentali.

Nichi Vendola è stato lasciato solo dal PDmenoL. Negli ultimi passaggi della campagna elettorale per le Primarie tutta la dirigenza del PDmenoL (meno Rosy Bindi che, pacatamente e serenamente, non ha preso posizione) si è esposta prepotentemente per appoggiare Francesco Boccia, già perdente nelle passate Primarie (sempre contro Vendola).
Massimo D'Alema, Pierluigi Bersani ed Enrico Letta hanno fino all'ultimo provato a tirare un carro carico di accordi di partito con l'UDC ma con le ruote sgonfie e senza una meta che interessasse alla gente.

I più informati hanno individuato presto la chiave di lettura dell'accordo D'Alema - UDC in Puglia. In gioco c'era la privatizzazione dell'acquedotto e in prima fila il gruppo Caltagirone (legato all'UDC) pronto ad accaparrarselo.
Vedi articolo su Beppegrillo.it.

Gli elettori hanno dimostrato di preferire un uomo solo che sapesse proporre idee e non partite a Risiko: acqua pubblica, lavoro, istruzione, energie rinnovabili, NO al nucleare.

Il Partito Democratico deve quindi incassare una dura lezione di democrazia.
E deve soprattutto prendere atto della scollatura del gruppo dirigente con le persone e con la realtà.
Massimo D'Alema e il suo portavoce Bersani dovrebbero ormai sapere che girarsi dall'altra parte per risolvere i problemi non è più accettabile, ma si attende con ansia una prova di umiltà e concretezza.

Diventa anche tu fan di
Regaliamo una tessera del PDL a Massimo D'Alema

venerdì 22 gennaio 2010

Informatio non gradita, dittatura manifesta



Era il lontano 1993 quando Vittorio Feltri guidava la carica contro il sistema corrotto composto da "una folla di ladri, di mariuoli, di portaborse lesti di mano" e appoggiava niente meno che Antonio Di Pietro, il PM famoso all'epoca per gli irresistibili servizi che i telegiornali sfornavano per descrivere la fine della Prima Repubblica.

Quella informazione fece da scendiletto alla discesa in campo di Berlusconi in politica. Per cambiare il sistema (in meglio o in peggio? d'oh!).

Nel 1993 quando la camera aveva negato l'autorizzazione a procedere contro Bettino Craxi Vittorio Feltri, direttore dell'Indipendente, titolò: "Assolto Craxi. Scandalo alla Camera: hanno vinto i ladri".
Qualche mese fa è stata richiesta l'autorizzazione a procedere per Nicola Cosentino. L'accusa è pesantissima: favoreggiamento alla Camorra, sin dagli anni '90.
La Camera ha negato l'autorizzazione, nessun titolone, secondo il PDL "Va difeso".



Nel 1993 per Feltri Bettino Craxi rubava, era un ladro.
Il 25 Novembre 2009 il titolo del Giornale era "Sequestrare il tesoro di Silvio". E a pagina 3 di nuovo: "Ora i pm vogliono il patrimonio di Silvio".
Feltri: "complotto dei magistrati contro di lui"
Gasparri: "accuse farneticanti, uso politico dei pentiti"
Nell'articolo si leggeva: "L'obiettivo finale che taluni magistrati si sarebbero prefissi inseguendo le parole dei pentiti e taluni flussi finanziari ritenuti sporchi, punterebbe a indagare il premier per concorso eterno in associazione mafiosa e [...] al sequestro del suo intero patrimonio".
Nel 2010 per Feltri i delinquenti sono i Magistrati.

I PM nel 1993 erano delle Star, "ripulivano il sistema sporco e corrotto".
Oggi quasi tutti i Telegiornali e giornali dipingono i Giudici come appestati, dei folli. Per una parte dei politici sono il male della società.
Il Presidente del Consiglio (accusato, fra altre cose, di Corruzione in atti Giudiziari) per dare l'esempio li ha definiti "matti [...] antropologicamente diversi dal resto della razza umana".
Nella famosa telefonata a Ballarò dichiarò: "la vera anomalia italiana sono i PM e i Giudici comunisti di Milano".
Sempre lui sceglie di non presentarsi in tribunale, definisce le commissioni giudicanti plotoni di esecuzione, solo le sue però.
Guarda te che sfiga. Quelli "rossi" tutti a lui.

Articolo
Da Il Riformista :

"E Feltri esaltava Di Pietro contro il Cinghialone"

Oggi il direttore del Giornale lo definisce il più intelligente politico della sua epoca. Eppure, in piena Tangentopoli, cavalcò l'onda giustizialista sdoganando un soprannome usato nel codice Mani Pulite.

"Un Parlamento impresentabile, pieno di concussori, corrotti e manutengoli ha assolto Craxi e condannato Di Pietro. Allegria"
Copyright Vittorio Feltri. Anno 1993.

Il 29 aprile la Camera dei deputati nega l'autorizzazione a procedere contro Bettino Craxi. Il 30 aprile, giorno delle proteste di piazza e delle monetine lanciate al leader socialista davanti all'hotel Raphael, l’Indipendente si presenta in edicola con una prima pagina che sarà ricordata per la sua veemenza: "Assolto Craxi. Scandalo alla Camera: hanno vinto i ladri".

Feltri, allora direttore, conclude il suo editoriale al vetriolo con un "avvertimento" al Parlamento: "Non avendo il coraggio di spararsi deve almeno sparire". È il culmine di due anni di parole, articoli e titoli spesi in difesa del pool di Mani Pulite e contro i corrotti di Tangentopoli, Bettino Craxi in testa. Le cose inizieranno a cambiare nel 1994: con il passaggio alla direzione del Giornale di proprietà dei Berlusconi, i toni si faranno più morbidi. Di lì in poi, un cammino quasi naturale. Fino all'oggi, alla riabilitazione.

Da Cinghialone a santo nel giro di 10 anni è troppo. Probabilmente Bettino Craxi non era né l'una né l'altra cosa, bensì un grande uomo politico, ma non grande abbastanza da accorgersi che il sistema era sbagliato e che lui contribuiva a renderlo tale". È quanto ha scritto Vittorio Feltri su Panorama, pochi giorni fa. Parzialmente assolto il leader socialista, condannato il sistema. E soprattutto quella parte del sistema rappresentato dai "comunisti e democristiani di sinistra", i quali trasformarono Craxi in "capro espiatorio, simbolo di ogni male, da condannare all'ergastolo (meglio a morte). Proprio lui che era stato "il solo che, pur a conoscenza delle grassazioni, non aveva mai grassato per sé".

A dieci anni dalla morte, arriva dunque il definitivo omaggio al "più intelligente politico della sua epoca". Mentre il Giornale, che Feltri è tornato a guidare, esce in edicola con quattro dvd sulla vita del leader socialista.

Ma ieri? Ieri era proprio il direttore bergamasco a sdoganare un soprannome, spiegava, usato "nel codice di Mani Pulite". «Hanno preso il cinghialone», titolava a pagina 2 il suo Indipendente il 16 dicembre 1992, all'indomani del primo avviso di garanzia a Bettino.

Mentre in prima pagina, sovrastato dal titolone "Addio Craxi", l'editoriale di Feltri si apriva così: "Mai provvedimento giudiziario fu più popolare, più atteso, quasi liberatorio, di questo firmato dalla procura di Milano contro il segretario nazionale" del Psi.

Il direttore lodava l'operato di un Di Pietro che non si era "lasciato intimidire" da un "regime putrido di cui l'appesantito Bettino è il campione suonato".

"Intorno a Craxi una folla di ladri, di mariuoli, di portaborse lesti di mano, e lui che li scambia per fedeli servitori non suoi ma del Sacro Ideale? - domandava Feltri - Andiamo: o cieco o rincoglionito o connivente o, peggio ancora, complice. Di qui non si scappa. (...) Lo stesso Bettino, a quanto se ne sa, non si lascia mancare il superfluo". Perciò il direttore schierava decisamente il suo Indipendente dalla parte dei giudici. Due giorni dopo, il 18 dicembre, in un altro editoriale si definiva "uno spettacolo mesto" i cori "ladro, ladro", che erano iniziati a piovere addosso al leader socialista. "Ma fa ancora più impressione - sottolineava Feltri - apprendere che lui nonostante tutto (...) non si sia dimesso dalla carica di segretario del Psi. (.. .)Mai visto - si stupiva - tanto attaccamento al privilegio, tanta improntitudine, tanto disprezzo per le regole più elementari della democrazia, in un uomo solo". Il Cinghialone del resto, spiegava il giornalista, aveva commesso una lunga sfilza di errori politici e il Psi, sottolineava in un altro articolo, era "finito in barzelletta proprio sotto la guida di Bettino".

Perciò: "Finalmente ha tolto il disturbo", era il titolo scelto il 12 febbraio 1993, all'indomani delle dimissioni.

Parole oggi lontane anni luce.
Fonte: Il Riformista

martedì 19 gennaio 2010

Paolo Borsellino oggi compie 70 anni
Ma l'informazione è ancora bloccata in tangenziale



In questi giorni in Tv a reti unificate è in atto la riabilitazione di Bettino Craxi.
I telegiornali si sfidano a distanza.
Il Tg5 tempo fa riuscì a confezionare un servizio su tutta la vita di Craxi senza mai usare la parola "tangenti".
Il Tg1 sforna un editoriale degno della propaganda di altri tempi.
Grandi esempi di giornalismo.

Ora pensiamo per un attimo se oggi Sandro Pertini fosse il Presidente della Repubblica,
se Giovanni Falcone e Paolo Borsellino lavorassero ancora insieme.

Che cosa direbbero?


da WikiQuote
"Parlate della mafia.
Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali.
Però parlatene."

"Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia,
la mafia non si vendica.
Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno,
ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri."

"Chi ha paura muore ogni giorno,
chi non ha paura muore una volta sola."



Paolo Borsellino
(19 Gennaio 1940 - 19 Luglio 1992)


Altri video:
Intervista a Paolo Borsellino
Scena finale del film Paolo Borsellino
Folla inferocita contro i politici ai funerali di Borsellino
Gioacchino Genchi sull'omicidio di Paolo Borsellino
Paolo Borsellino/Berlusconi/Dell'Utri/Cuffaro/Andreotti

sabato 16 gennaio 2010

Bondi tassa la memoria di massa
"Buongiorno Compagno"



Dopo la stretta su Internet denunciata sul Web e amplificata dal Blog di Beppe Grillo, da ieri è emersa la notizia di un decreto del Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi firmato il 30 Dicembre. Sulla penna era montato un silenziatore.

"Considerato che, ai sensi dell'articolo 71-septies, comma 1, della legge 22 aprile 1941, n633, detto compenso per 'copia privata'..."

Si parla di equo-compenso per una sorta di risarcimento dei danni che gli autori di contenuti audio-visivi subirebbero quando un utente crea una copia privata dello stesso contenuto.
Noi oggi quando compriamo un cd musicale paghiamo i diritti di autore su quel cd. Quando masterizziamo una compilation di canzoni da tenerci in macchina ripaghiamo i diritti di autore con una tassa applicata al cd vergine che acquistiamo (...in Italia).

Il decreto Bondi estende questo principio di fatto a tutti gli apparecchi e a tutti i supporti che permetto di registrare contenuti audio-visivi.
Quindi lettori mp3, hard-disk multimediali, cellulari, videoregistratori con hard-disk, televisori con hard-disk, videocamere con hard-disk, il decoder Sky...

Il decreto è scaricabile da qui. Per ora gratuitamente....

Analizzando il testo ci si può rendere conto della portata e dell'assurdità di questa iniziativa che, come previsto da Altroconsumo, porterà nelle casse della SIAE 250 milioni di euro l'anno contro gli attuali 70 milioni.




Quindi per le memorie trasferibili (tipo SD, MMC, Memory Stick per cellulari) da 2GB la tassa vale 10 Centesimi, per 4GB vale 12 Centesimi.

Per le Chiavette USB:
  • 2GB (costo circa 10 euro) : la tassa sarà di 20 Centesimi
  • 4GB (circa 15 euro) : la tassa sarà di 36 Centesimi
  • 32GB (circa 90 euro) : la tassa sarà di 2.88 Euro

r) Memoria o Hard Disk integrato in un apparecchio multimediale audio e video portatile o altri dispositivi analoghi.
Oggi un Hard-Disk da 320 GB si trova in commercio a circa 40/50 Euro, applicando la tassa di quasi 30 Euro il suo valore commerciale salirà a 70/80 Euro.
Gli Hard-Disk da 500 GB che oggi costano 70/80 Euro dopo l'entrata in vigore di questa legge costeranno 100/110 Euro.

Purtroppo ogni volta che dobbiamo fare i conti con una norma che regolamenti Internet e gli apparecchi multimediali la sensazione comune a chi possiede una Cultura (Bondi ne è il ministro... d'oh!) informatica e quella di leggere testi firmati da chi probabilmente non sa cos'è un computer o comunque ne ignora le potenzialità.

L'Anie (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche) ritiene che il provvedimento penalizzi l'innovazione.

"L'approvazione del decreto ci lascia assolutamente sconcertati", ha commentato Alessandro Mondini Branzi, amministratore delegato di Nokia Italia. "Nokia crede fermamente che l'imposizione di questa tassa sulla copia privata sia iniqua e ingiustificata". I dirigenti italiani della società finlandese hanno voluto far sentire subito la loro voce in merito all'estensione dell'"equo compenso" ai cellulari: "l'ascolto di musica è solo una delle tante funzioni disponibili sul telefono cellulare, il cui contenuto è solitamente acquistato legalmente dal consumatore che ha pertanto già completamente pagato i diritti d'autore", osserva Mondini Branzi e continua: "imporre una nuova tassa sui telefoni cellulari costringe quindi i consumatori a pagare due volte per lo stesso contenuto. Nokia crede che non sussista un fondamento legale o una base razionale alla tassa sulla copia privata applicata ai telefoni secondo quanto previsto dalla direttiva europea sulla copia privata".

Tassando lettori mp3 e pc si creano facilmente delle situazioni paradossali, assurde e ingiuste: chi acquista brani musicali da iTunes (a circa 0.80/1 Euro a brano) paga i diritti d'autore, per memorizzare sul Pc gli mp3 acquistati ripaga i diritti di autore e per ascoltare quella musica finalmente su l'iPod paga una terza volta i diritti d'autore!

La scusa ufficiale che trapela dal Ministero dei Beni Culturali è il recepimento di una direttiva europea.
Come riportato su PuntoInformatico "le maglie larghe della Direttiva comunitaria EUCD del 2001 hanno consentito ad ogni stato membro un recepimento scoordinato e una regolamentazione "personalizzata" dell'istituto dell'equo compenso."

Nei telegiornali sentiremo dire "Ce lo impone l'Europa". Molto strano che nel caso di Rete 4 non si sia mosso un dito nonostante ci fosse una sentenza della corte europea che ritiene abusiva l'emittente che occupa di fatto le frequenze assegnate ad Europa7. La multa inflitta costa allo italiano 350mila euro al giorno. Nè a destra nè a sinistra se ne sono mai occupati seriamente.

L'equo-compenso in Italia già oggi è il più alto d'Europa, per la tassazione che impone su CD e DVD.
Questa norma sarà senza eguali anche per quanto riguarda il "paniere" dei beni tassati.
Oggi praticamente ogni italiano di età compresa fra i 14 anni e i 60 anni ha almeno un cellulare e almeno un computer e sogna un televisore di ultima generazione. Il Governo a favore di telecamera ripete ogni giorno che non alzerà le tasse e a volte si lascia scappare l'intenzione di abbassarle salvo poi dire "scherzavo". In realtà come sostiene Altroconsumo "nel corso di un anno una famiglia italiana media spenderà più di 100 euro per effetto del decreto firmato da Bondi".

E certo che questa norma riguarderà milioni di persone.

A questo proposito la tempistica del decreto è eccezionale: la firma è del 30 Dicembre 2009, penultimo giorno dell'anno, quando sostanzialmente metà dei telegiornali si dedica alle ricette e alla spesa per il Cenone di Capodanno e l'altra metà si occupa dei consigli dei dietologi per perdere peso.

Proviamo a consolarci con una un pò di satira tagliente presa da Spinoza.it
Bondi: "Tassa SIAE su tutti gli apparecchi con memoria".
Per Gasparri e' previsto un rimborso.
[Serjoka]

Tassa alla SIAE per gli apparecchi con memoria.
Gli aerei Ryanair non saranno più dotati di scatola nera.
[LilloArzillo]

Bondi vuole tassare tutti gli apparecchi con memoria.
Solo perchè ogni volta che accende il cellulare appare
"Buongiorno Compagno"
.
[daderoll]

martedì 12 gennaio 2010

Il mio nome è Luttwak, Edward Luttwak
Opinionista indipentente ... pagato dal Sismi



Il 12 Novembre 2003 a Nasiriya muoiono 28 persone, di cui 19 Italiani.
La sera a "Porta a porta" Edward Luttwak, agli occhi di tutti esperto politologo americano indipendente, accusa i siti Informationguerrilla.org e NuoviMondiMedia.it di appoggiare i terroristi.

Le argomentazioni non appaiono comunque quelle di un esperto di politica internazionale: "Un amico qui a Roma che ha un figlio ragazzino che guarda in Internet ha fatto presente che ci sono siti italiani fatti di italiani che parlano di resistenza e aizzano attacchi contro la coalizione (...) questi dicono: 'andate in Iraq, lottate, uccidete la coalizione e gli italiani'"

Vespa dice: "Luttwak, abbiamo cliccato non è venuto niente".
Il Ministro Frattini, presente in studio, asseconda Luttwak: "C’erano certo"..."ma li hanno cancellati, sono scomparsi".
Vespa: "Lei testimonia che esistevano?"
Frattini: "Io non li ho guardati..."
Luttwak insiste: "Sono scomparsi oggi, se guardano ieri li troveranno perché il ragazzino di sedici anni li ha trovati".

L'associazione Nuovi Mondi querelò Luttwak: "Abbiamo fatto querela perché era un fatto totalmente inventato ed era particolarmente grave perché pubblicizzato sull’onda emotiva dell’attentato di Nassirya."

In realtà oggi, dopo più di 6 anni, la verità che emerge dall'inchiesta del Fatto Quotidiano sulle carte sequestrate nel “covo del Sismi” di via Nazionale diretto da Pio Pompa svela che per le sue analisi Luttwak è stato retribuito dal Sismi diretto da Nicolò Pollari, attraverso la Apri Spa di Luciano Monti.

Luttwak ha raccontato in un’intervista a Claudio Gatti del Sole 24 ore nel novembre del 2008: "Lavoravo con Pompa per Apri e Apri lavorava per il Sismi"



Pio Pompa, in una lettera che dovrebbe risalire al settembre 2002, propone al politologo indipendente:
"a) impegno minimo di dieci giornate al mese per un importo di 5 mila euro al giorno, spese escluse, pari a complessive 50 mila euro al mese;
b) la collaborazione avrà la durata di 12 mesi, a far data dalla sottoscrizione del contratto, per un importo annuale di 600 mila euro;
c) le spese attinenti le attività da svolgere, debitamente concordate, saranno rimborsate a parte dietro presentazione della relativa documentazione".

Dalle carte sequestrate emergono prove tragicomiche.
Le email fra Pompa e Luttwak rivelano che il Ministro Frattini non era il solo a non aver mai visto gli articoli filoterroristici su Internet.
I siti chiamati in causa durante "Porta a Porta" pubblicano la loro difesa sul Web.
Pompa scrive a Luttwak: "Come promesso ti invio i contenuti dei siti web riguardanti la tua presenza a Porta a Porta"

Ma Luttwak, venuto a sapere della querela, è interessato a difendersi a sua volta e chiede la copia dei contenuti di cui ha avuto incarico di parlare, per poter dimostrare quello che ha dichiarato in tv.
Evidentemente neanche lui sa ancora che quei contenuti non esistono.
"Visto querela dai siti gradirei copie loro pagine offensive"
...
"est possibile recuperare le loro pagine aggressive prima di Nassirya?"
"Ho bisogno dei testi precedenti dei siti, cioé quando celebravano la resistenza"

In risposta ottiene un link riguardante Bin Laden che non c'entra una mazza.

La collaborazione di Luttwak rientra in quell'ottica di disarticolazione dell'opposizione e di soffocamento del dissenso messa in atto da una attenta e capillare opera di disinformazione.
Le comparsate di Luttwak in trasmissioni per tutti i gusti (Porta a Porta, Annozero, Ballarò, ...) nelle vesti di illustre politologo esperto di politica internazionale, fonte affidabile bi-partisan, con quell'accento un pò così, sembrano essere l'ideale per mandare i giusti messaggi ai telespettatori indotti a prendere tutto come oro colato.

Il vero problema rimane l'informazione. Solo Il Fatto Quotidiano sta portando avanti con forza un'inchiesta giornalistica sulla scandalosa opera di Spionaggio illegale messa in atto fra il 2001 e il 2006.

Come mai nessun Telegiornale se ne occupa?
Come mai altri giornali scrivono di questo al massimo poche righe a pagina 20?

Eppure il compito non è dei più difficili: le carte sono sequestrate, disponibili e solo da leggere, capire e utilizzare, per informare.

Decine di giornalisti e magistrati risultano essere stati intercettati e in alcuni casi pedinati.. e la privacy tanto cara ai nostri politici?

Il caso Genchi ha aperto tutti i Telegiornali come "il più grande scandalo della storia della Repubblica" ed era una bufala, le intercettazioni erano legali e autorizzate, ed erano a supporto di indagini importantissime di Mafia e sui rapporti fra Stato e Mafia.

In questo caso le intercettazioni e i pedinamenti sono illegali, e i pochi che ne parlano sono definiti terroristi mediatici o fomentatori di odio.

Eppure il popolo dei telerincoglioniti se stasera vedesse Luttwak parlare dello Yemen, dei Body Scanner o di chissà cos'altro saprebbe solo dire "Alza alza, c'è quell'americano che parla bene..."

lunedì 11 gennaio 2010

Le Conseguenze dell'Amore
Il Fatto Quotidiano intervista Barbara Spinelli



Da Wikipedia:
Barbara Spinelli è una giornalista e scrittrice italiana.
Per la sua battaglia in difesa dei diritti civili le è stato assegnato l'8 marzo 2005 il premio "È giornalismo" quale vincitrice per l'anno 2004.
Nel giugno del 2005 è stata nominata Grande ufficiale da Carlo Azeglio Ciampi in occasione della Festa della Repubblica.
Ha vinto il Premio Ischia come giornalista dell'anno 2006 per l'informazione scritta.
Nel 2007 è stata insignita del Premio Internazionale Ignazio Silone per la saggistica.
Il 21 ottobre 2008 è stata insignita della Laurea Magistrale Honoris Causa in "Studi Europei" dalla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università del Piemonte Orientale.


Marco Travaglio intervista Barbara Spinelli

"Se la politica italiana fosse un film, questo inizio di 2010 lo intitolerei ‘Le conseguenze dell’amore’. Il regime c’è da tempo.
Ma ora si sta consolidando e inasprendo alla maniera classica dei totalitarismi: introducendo nella politica la categoria del sentimento per cancellare qualunque normalità democratica,qualunque ordinaria dialettica fra maggioranza e opposizione,fra governo e poteri di controllo e di garanzia.
Il Capo pretende di essereamato, anzi adorato e, dopo l’attentato di Piazza Duomo, giocasui sentimentidei citta- dini perricattarli: ‘Chi non è con me è contro di me. Chi non mi adora mi odia’”. Barbara Spinelli non si è mai sottratta alle regole ferree del dizionario: ha sempre chiamato “regime” il berlusconismo.
Ma ora vede un’altra svolta, una cesura estrema, un salto in avanti verso il baratro.

Qual è precisamente questa svolta di regime nel regime?
Nella testa di Berlusconi l’attentato di Piazza Duomo ha creato un prima e un dopo. Dopo, cioè oggi,nulla può più essere comeprima. Si sente in guerra, anche se combatte da solo. E con il dualismo amore-odio crea una situazione militare: l’immagine del suo volto sfregiato e insanguinato, riproposta continuamente in tv e sui giornali, è per lui l’equivalente dell’attentato alle due Torri per Bush. Stessa valenza, stessa ossessività, stesso scopo ricattatorio. Con la differenza che, dietro l’11 settembre, c’era davvero il terrorismo internazionale. Dietro l’attentato a Berlusconi c’è solo una mente malata e isolata.

Qual è la conseguenza politica?
L’attentato al premier ha ancor di più narcotizzato la stampa italiana, che ha rapidamente interiorizzato il ricatto dell’amore e dell’odio. E il Pd dietro. Viene bollata come espressione di odio da neutralizzare, espellere, silenziare qualunque voce di opposizione intransigente. Cioè di opposizione. Tutti quei discorsi sul dovere del Pd di isolare DiPietro. A leggere certi quotidiani, ci si fa l’idea che il vero guaio dell’Italia degli ultimi 15 anni non sia stato l’ascesa del berlusconismo, ma quella dell’antiberlusconismo. Quanti editoriali intimano ogni giorno all’opposizione di non odiare, cioè indefinitiva di non opporsi! Come se l’azione isolata di un imbecille potesse e dovesse condizionare l’opposizione. Un ricatto che si riverbera anche sugli articoli di cronaca.

A che cosa si riferisce?
Alla strana indifferenza con cui si raccontano alcune scelte mostruose, eversive della maggioranza che inasprisce il suo regime senza più critiche né opposizione. Penso alle tre o quattro leggi ad personam fabbricate in queste ore nella residenza privata del premier. Penso all’orribile apposizione del segreto di Stato sugli spionaggi illegali scoperti dalla magistratura in un ufficio del Sismi e nell’apparato di sicurezza Telecom. A salvare con gli omissis di Stato gli spioni accusati di avere schedato oppositori,giornalisti e magistrati sono gli stessi che un anno fa creavano il mostro Genchi, dipingendolo come una minaccia per la democrazia, trasformando il suo presunto ‘archivio’ in una centrale eversiva.

E Genchi operava legalmente per procure e tribunali, al contrario delle barbe finte della Telecom e del Sismi.
Appunto, ma nella smemoratezza generale, facilitata dalla narcosi della stampa (per non parlare della tv), nessuno ricorda più nulla. Nessuno è chiamato a un minimo di coerenza, né di decenza. I sedicenti cultori della privacy che strillano a ogni legittima intercettazione giudiziaria tentano di controllare addiritturail cervello e i sentimenti del comune cittadino col ricatto dell’‘odio’. Fanno scandalo le intercettazioni legali, mentre lo spionaggio illegale viene coperto dal governo. Così il segreto di Stato diventa un lascia passare preventivo a chiunque volesse tornarea spiare oppositori, giornalisti e magistrati. ‘Fatelo ancora, noi vi copriremo’, è il messaggio del regime. ‘Le operazioni illegali diventano legali se le facciamo noi’: un avvertimento per quel poco che resta di opposizione e informazione libera. E il Pd e i giornali ‘indipendenti’non dicono una parola, soggiogati dalla sindrome di Stoccolma.

Che dovrebbe fare, in questo quadro, l’opposizione?
Vediamo intanto che cosa dobbiamo fare noi con l’opposizione: smettere di chiamarla opposizione. Diciamo ‘quelli che non governano’. Gli daremo la patente di oppositori quando ci diranno chiaramente che cosa intendono fare per contrastare il regime e cominceranno seriamente a farlo. Se è vero che Luciano Violante segnala addirittura al governo le procure da far ispezionare, se Enrico Letta difende il diritto del premier a difendersi ‘dai’processi, se altri del Pd presentano disegni di legge per regalare l’immunità-impunità a lui e ai suoi amici, chiamarli oppositori è un favore. Li aspetto al varco: voglio sapere chi sono e cosa fanno.

Ellekappa li chiama “diversamente concordi”.
Appunto. Non si sono nemmeno accorti dello spartiacque segnato dall’attentato nella testa di Berlusconi, fra il prima e il dopo. Non hanno neppure colto la portata ricattatoria dell’ultimatum del premier perché le nuove leggi ad personam vengano approvate entro febbraio, altrimenti ‘le conseguenze politiche nonsaranno indolori’. Nessuno ha nulla da dire contro questo linguaggio da mafioso ai vertici dello Stato? Perché nessuno fa dieci domande su quella frase agghiacciante? E’il Partito dell’Amore che si esprime così?

Che dovrebbe fare l’opposizione per essere tale?
Rendersi graniticamente inaccessibile a qualsiasi compromesso sulle leggi ad personam. Evitare di reagire di volta in volta sui piccoli dettagli, ma alzare lo sguardo al panorama d’insieme e dire chiaro e forte che siamo di fronte a una nuova svolta, a un inasprimento del regime. E respingere pubblicamente, una volta per tutte, questo discorso osceno sull’amore-odio .

Tabucchi invita le opposizioni a coinvolgere l’Europa con una denuncia che chiami in causa le istituzioni comunitarie.
Sull’Europa non mi farei soverchie illusioni: basta ricordare i baci e abbracci a Berlusconi negli ultimi vertici del Ppe. Io comincerei a dire che con questo tipo di governo non ci si siede a nessun tavolo, non si partecipa ad alcuna ’convenzione’, non si dialoga e non si collabora a cambiare nemmeno una virgola della Costituzione. Oddio, se vogliono ridurre i deputati da 630 a 500 o ritoccare i regolamenti, facciano pure: ma non è questo che interessa a Berlusconi. Come si fa a negoziare sulla seconda parte della Costituzione con chi, vedi Brunetta, disprezza anche la prima, cioè i princìpi fondamentali della nostra democrazia? Anziché dialogare con Berlusconi, quelli del Pd farebbero meglio a guardare a Fini, provando a fare finalmente politica e lavorando sulle divisioni nella destra, invece di inseguire, prigionieri stregati e consenzienti, il pifferaio magico. Spesso in questi mesi Fini s’è mostrato molto più avanti del Pd, che l’ha lasciato solo e costretto ad arretrare.

Perché, con la maggioranza che ha, il Cavaliere cerca il dialogo col Pd?
Anzitutto per un’irrefrenabile pulsione totalitaria: lui vorrebbe parlare da solo a nome di tutto il popolo italiano, ecco perché l’opposizione dovrebbe dirgli chiaramente che più della metà degli italiani non ci sta. E poi c’è una necessità spicciola: senza i due terzi del Parlamento, le controriforme costituzionali dovrebbero passare dalle forche caudine del referendum confermativo: e l’impunità delle alte cariche o della casta, per non parlare del “lodo ad vitam”di cui parlano i giornali,non hanno alcuna speranza di passare. Dunque è proprio sulla difesa della Costituzione e sul no a qualunque immunità che il Pd dovrebbe parlar chiaro. Invece è proprio lì che sta cedendo.

L’ha soddisfatta il discorso di Napolitano a Capodanno?
Mi ha impressionato più per quel che non ha detto, che per quelche ha detto.Mi aspettavo che, onorando i servitori dello Stato che rischiano la vita, non citasse solo i soldati in missione, ma anche i magistrati che corrono gli stessi rischi anche a causa del clima, questo sì di odio, seminato dalla maggioranza. Invece s’è dimenticato dei magistrati persino quando ha elencato i poteri dello Stato, come se quello giudiziario non esistesse più.

Perché, secondo lei, tutte queste dimenticanze?
È una lunga storia... Chi è stato comunista a quei livelli non ha mai interiorizzato a sufficienza i valori della legalità, della giustizia, dei diritti umani.Quando poi i comunisti italiani, caduto il Muro, hanno cambiato nome, sono diventati socialisti, e all’italiana: cioè perlopiù craxiani. Mentre la cultura socialista europea ha sempre difeso la legalità e la giustizia, il socialismo italiano degli anni’80 e ‘90 era quello che purtroppo conosciamo. E chi, da comunista, è diventato craxiano oggi non può avvertire fino in fondo la violenza di quanto sta facendo il regime.

Ora si apprestano a celebrare il decennale di Craxi.
Mi auguro che il presidente della Repubblica non si abbandoni a festeggiamenti eccessivi. E non ceda alla tentazione di associarsi a questa deriva generale di revisionismo e di obnubilazione della realtà storica sulla figura di Craxi. Anche perché la riabilitazione di Craxi non è fine a se stessa: serve a svuotare politicamente e mediaticamente i processi a Berlusconi e a tutti i pezzi di classe dirigente compromessi con il malaffare. Riabilitano un defunto per riabilitare i vivi. Cioè se stessi.