martedì 8 dicembre 2009

Annozero - Processo Mills.
Parte 4 : Mills e la lettera "Sono colpevole, anzi no."



Travaglio: Al palazzo di giustizia di Milano ormai è già passata la mezzanotte. L'interrogatorio dell'avvocato Mills dura da quasi 10 ore.
L'avvocato ha appena dovuto ammettere che i Trust che controllano Century e Universal dove finivano i fondi neri dei diritti tv non erano solo di Fininvest, erano proprio della famiglia di Sivlio Berlusconi.
Dei figli di primo letto, Merina e Piersilvio. A questo punto i PM calano l'ultimo asso. Mostrano a Mills la lettera al suo commercialista in cui lui stesso scrive di aver ricevuto dal manager Fininvest Carlo Bernasconi un regalo di 600 mila dollari per conto di Mister B.

PM: Nel Gennaio 2004, se non ricordo male, lei ha avuto un problema con il fisco inglese vero?
Mills: Sì, li avevo alle calcagna
PM: Ed è in quella occasione che ha scritto questa lettera al suo commercialista Bob Drennan?
Mills: Sì.
PM: Le dispiace se la leggiamo?
Mills: Se proprio dobbiamo...
PM: Sì, dobbiamo.

Lettera: Caro Bob, era evidente che ci sarebbe sempre stato il rischio di essere accusato di qualcosa. E' proprio quello che sta per accadere ora. Alla fine del 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi che avrei dovuto considerare come un prestito a lungo termine o un regalo. 600 mila dollari furono messi in un Edge Found e mi fu detto che sarebbero stati a mia disposizione se ne avessi avuto bisogno. Per ovvie ragioni era necessario che tutto fosse fatto con discrezione...


Giornalista: Avvocato Mills lei dopo quella deposizione ha chiesto di essere sentito nuovamente dagli avvocati milanesi che però non hanno voluto ascoltarla, tanto che ha scritto un memoriale in cui spiegava le ragioni di quella lettera.
Mills: La ragione per cui avevo scritto quella lettera è che mi trovavo in una situazione orrenda che avrebbe comportato un disastro assoluto per me e per la mia famiglia. Mi era essenziale trovare un modo per fornire la mia spiegaizone al fisco inglese. Avevo ritenuto che quei 600 mila dollari fossero un regalo e che quindi non fossero tassabili.
Giornalista: Ma perchè nella letterà ha dichiarato una cosa falsa e l'ha ripetuta anche davanti ai giudici milanesi? E' grave questo.
Mills: Ho scritto la lettera per convincere il fisco, ma volevo prima convincere il mio commercialista che se avevo fatto degli errori li avevo fatti in buona fede. Ma nei processi non ho mai reso falsa testimonianza e non ho mai preso soldi per farlo.

Lettera: ...Io mi sono tenuto in stretto contatto con le persone di B. e loro conoscevano la mia situazione. Sapevano bene che il modo in cui io avevo reso la mia testimonianza - non ho mentito ma ho suparato curve pericolose, per dirla in modo delicato - aveva tenuto Mister B. fuori da un mare di guai nei quali l'avrei gettato se solo avessi detto tutti quello che sapevo.


PM: Fino a qui riconosce il contenuto della sua lettera Dott Mills?
Mills: Devo confessare che sono molto turbato nel risentirla.
PM: Allora Dott Mills, per quale motivo lei ha ricevuto la somma di 600 mila dollari?
Mills: Non credo che occorrano molte parole. Io sono stato sentito più volte in processi e in indagini che riguardavano il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi. Non ho mai detto il falso. Ho tentato di proteggerlo il più possibile e di mantenere una certa riservatezza sulle operazioni che ho compiuto per lui.

Giornalista: Nella lettera lei dice anche di aver superato delle curve pericolose per aiutare Silvio berlusconi, smentisce anche questo?
Mills: Con l'espressione "tricky corners" (curve pericolose) non intendevo riferirmi a bugie o reticenze ma al fatto che non ho mai ovuto rispondere in modo dettagliato ad alcune delle questioni che mi erano state poste. Per esempio nessuno mi ha chiesto il contenuto preciso della mia conversazione con Silvio Berlusconi in occasione del mio incontro con lui ad Arcore nel 1995.

Giornalista Tv:: Lei ha dato 600 mila dollari all'avvocato Mills per una falsa testimonianza?
Mr B: Ma io non lo conoscevo neppure.

Mills: I soldi me li aveva dati il Dott. Attanasio ma io volevo mantenere segreta l'identità del soggetto da cui proveniva questa somma perchè era coinvolto in un processo delicato che era ancora in corso a quell'epoca, perciò mi venì l'idea di dire che i soldi me li aveva dati Carlo Bernasconi, il quale era morto improvvisamente nel 2001.

Giornalista: Dott Attanasio, ha sentito cos'ha detto l'avvocato David Mills, dice che i 600 mila dollari gliel'ha dati lei.
Attanasio: Sono sciocchezze, quei 600 mils dollari io non glielo mai nè regalati nè verati all'avvocato Mills, non ne avevo il motivo. In quel periodo io sono stato in carcere per due mesi e per me è stata un'esperienza traumatica, poi mi sembra che dare le istruzioni all'avvocato Mills attraverso il carcere oltre che impossibile era anche rischioso non le pare?
Giornalista: Ma lei questi soldi glieli gestiva o no?
Attanasio: Non lo so, quanti non ricordo, io so soltanto che gli avevo lasciato una procura in bianco, con dei fogli in bianco firmati e i soldi che gli ho dato me li ha restituiti, e nemmeno tutti, tant'è vero che gliel'ho dovuti richiedere per farmi dare il resto.

PM: Chi gliel'ha detto che avrebbe ricevuto quei soldi?
Mills: Carlo Bernasconi, che mi dispiace cooinvolgere in questa storia. Fu lui a dirmi che Silvio Berlusconi a titolo di riconoscenza per il modo in cui ero riuscito a proteggerlo nel corso delle indagini giudiziarie e nei processi aveva deciso di destinare a mio favore una somma di denaro.
PM: Ma l'idea di farle un regalo era di Carlo Bernasconi manager della Fininvest oppure era proprio di Berlusconi?
Mills: Cerco di ricordare le parole esatte che Carlo Bernasconi usò per indicare chi aveva preso questa decisione all'interno della famiglia. Credo che abbia usato l'espressione "il Dottore" che era l'espressione con cui abitualmente chiamava Silvio Berlusconi.

Giudice Gandus: In nome del popolo Italiano il tribunale dichiara Mills Mackenzie Donald David colpevole del reato ascrittogli e lo condanna alla pena di anni 4 e mesi 6 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali.

Travaglio:
C'era una volta un imprenditore brianzolo che divenne Presidente del Consiglio 3 volte e fu processato 16 volte.
Nel processo All Iberian venne condannato in primo grado per le tangenti al suo grande amico Craxi ma in appello ottenne la prescrizione grazie alle attenuanti generiche.
Per il falso in bilancio invece dovette proprio cancellarsi per legge il suo reato. nel processo Mondadori, per aver corrotto il Giudice Metta tramite Previti per accaparrarsi la Casa Editrice furono condannati sia Previti che il Giudice Metta mentre Berluconi ne uscì indenne perchè gli furono ancora una volta concesse le attenuanti generiche in quanto incensurato.
Nel processo per le mazzette alla Guardia di Finanza dopo una condanna in primo grado e una prescrizione in appello fu assolto in Cassazione per insufficienza probatoria.
Le prove avrebbe potuto fornirle Mills nelle sue testimonianze ma come scrive il Tribunale di Milano nella sentenza di primo grado su Mills "Il fulcro della reticenza del testimone Mills sta nel fatto che aveva ricondotto solo genericamente alla Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società off-shore".
Se Mills avesse detto che le società schermo di Tele+ erano di Berlusconi il Cavaliere sarebbe stato condannato per la mazzetta di Tele+, dunque non essendo più incensurato non avrebbe più ottenuto le attenuanti generiche nè la prescrizione nel processo Mondadori e magari sarebe stato condannato pure lui come Previti e il Giudice Metta ... e come Mills, che si è appena beccato 4 anni e mezzo per corruzione giudiziaria in primo e in secondo grado. Già perchè per Mills niente processo breve, per Berlusconi invece pare di sì.
C'era una volta un imprenditore brianzolo che divenne Presidente del Consiglio 3 volte, fu processato 16 volte e ottenne 6 volte la prescrizione.
E visse felice e contento. Lui.

Link Antefatto
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Parte 2
Parte 3
Parte 4 .

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