domenica 29 novembre 2009

Promemoria: la storia insegna sempre, ma quando interroga?



Venerdì 27 Novembre il Teatro Politeama di Genova era al completo. Io ero lì con quattro amici.
Marco Travaglio in oltre tre ore di spettacolo spesso (amaramente) divertente ha ripreso molte delle vicende inquietanti e surreali che, pensandoci, ti fanno chiedere "ma in che posto viviamo?".
Il giorno dopo mi viene voglia di un blog.

La storia insegna, e ce la mette tutta, ma gli italiani sembrano non essere molto attenti. E' come quando da studente sai che la lezione che ascolti nessuno te la chiederà mai, è più difficile da seguire.
Gli italiani pare siano sempre più subdolamente e inconsciamente convinti che Tangentopoli e le stragi del '92 siano roba vecchia che appartenga solo al passato.
Eppure oggi le cose non sembrano andare benissimo, e per capire come mai siamo a questo punto non si può evitare di conoscere quale sia stato il non-percorso che ha segnato questi ultimi 20 anni.

Alcuni temi trattati

Eroi
Oggi sentiamo dire che Mangano è stato uno stalliere, uno che, sì vabbè, ha avuto sfortunatamente qualche problema con la giustizia, ma non ha mai tirato in mezzo nessuno. Un eroe.
Eppure la storia che rimarrà scritta negli atti dei processi per mafia ricorderà Mangano come un pluriomicida, come l'anello di collegamento della mafia siciliana con il Nord d'Italia, come un potente trafficante di droga, come il "collaboratore domestico" di Arcore, come il socio di affari di Dell'Utri. Pare non si intendesse molto di cavalli.

Informazione
Oggi su giornali e tv sentiamo parlare di Tangentopoli come qualcosa che ha riguardato i giudici, non si parla quasi mai di tangenti, di chi le ha pagate, di chi le ha incassate. Men che meno siamo consapevoli del fatto che buona parte delle persone che allora sono state coinvolte oggi sono ancora in Parlamento.
Sulle televisioni Mediaset assistiamo alla beatificazione di Bettino Craxi. Al Tg5 hanno approfittato della commemorazione dei nove anni dalla sua scomparsa per ricostruire la sua vita senza mai dire "tangenti", non era facile, davvero.
"Dai grandi successi politici internazionali.. fino agli anni dell'esilio". Già oggi dicono "esule", anche se tecnicamente è stato latitante.

Giudici comunisti
Berlusconi nel 1994 in campagna elettorale osannava i giudici, era il cultore della legalità, l'alternativa al malaffare della politica.
Nel 2008 aveva tre processi pendenti, era accusato di aver corrotto Mills per ottenere una testimonianza a favore in un processo, l'ideatore del suo partito era condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici erano dei "malati di mente".
Ha vinto entrambe le elezioni.

La storia insegna, ce la mette davvero tutta, ma perchè non impariamo mai niente? .

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